Perché Urbania?

Chi decide oggi la forma delle città? I governanti, i tecnici? O forse le aree urbane moderne sono organismi che in qualche modo si auto-organizzano, resistendo alla pianificazione più minuziosa?

La tensione tra il regolare e il lasciar fare alle forze in campo (dell’individuo, della storia, del mercato) ha prodotto in passato risultati assai eterogenei, in una gamma che va dalle utopie, magari benintenzionate, di “città ideali” spesso naufragate, alla miseria etica ed estetica portata dallo sviluppo incontrollato. Le comunità che oggi decidono di far nascere nuovi quartieri o di riqualificare quelli esistenti hanno l’opportunità di imparare dagli errori (e dai successi) del passato e di imboccare la strada di una nuova urbanistica partecipata.
Individuare la strada che porta a un processo di questo tipo è l’obiettivo di Urbania, un festival che nasce come luogo di scambio e interazione inedita tra decision makers e cittadini. Per affrontare le sfide della complessità delle città occorre quindi un dialogo franco tra i quattro attori principali:

- la classe politica, cui è demandato il compito di assumere una visione a medio e lungo termine, nonché mediare tra istanze a volte contrastanti;

- i tecnici, urbanisti, architetti, esperti di mobilità urbana, impegnati in compiti sempre più complessi e interdisciplinari;

- gli intellettuali, che captano spinte e tensioni della società, le analizzano, le amplificano, le esaminano sotto nuova luce, le rendono esplicite;

- i cittadini, sempre più coinvolti e consapevoli, direttamente o attraverso associazioni e comitati di quartiere, cui spetta il compito di portare stimoli ed esigenze dall’interno della comunità, ma anche quello di verificare l’effettiva realizzazione degli obiettivi.

Questi protagonisti si incontreranno a Bologna e interagiranno in varie forme: incontri, seminari, dibattiti. Tre giorni intensi e proficui, per capire meglio insieme in quali città abiteremo nei prossimi anni.